Gli ultimi giorni sono stati particolarmente difficili per le azioni Dürr, che dopo aver raggiunto i massimi da marzo 2025, hanno cominciato una brusca correzione perdendo perso circa il 20%.
Il produttore di macchinari industriali sta pagando soprattutto le incertezze geopolitiche che potrebbero attenuare la disponibilità di molti clienti a investire.
La correzione ha cancellato gran parte dei guadagni che le azioni avevano accumulato durante il trend rialzista cominciato a novembre scorso.
Gli investitori si chiedono se questa debolezza continuerà oppure se può essere una buona occasione per un ingresso “a sconto”.
La difficile situazione legata ai dazi doganali ha lasciato qualche segno su , che ha visto calare le vendite del 2,9% su base annua (anche se il dato è quasi in linea con le previsioni). Tuttavia l’utile operativo (EBIT) prima di elementi speciali è migliorato del 19%, grazie soprattutto al programma di miglioramento dell’efficienza per ottimizzare i costi e aumentare la produttività, che evidentemente stanno avendo un effetto.
Nel complesso, il gruppo ha registrato un utile più che doppio rispetto all’anno precedente (grazie però anche alla plusvalenza contabile derivante dalla cessione della divisione tecnologie ambientali, completata a fine ottobre).
Il flusso di cassa libero ha invece fissato un record decennale a 162 milioni di euro (ma include pagamenti anticipati per i progetti del 2026).
Il gruppo è cauto per l’attuale anno fiscale, ma le prospettive si legano fortemente all’andamento del conflitto iraniano. Se la situazione dovesse degenerare, potrebbe portare a grandi sconvolgimenti e le previsioni del management di Durr andrebbero aggiustate al ribasso.
Al contrario, se la crisi in Medio Oriente sarà di breve durata, gli affari di Durr ne beneficeranno.

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Lo scenario tecnico di Durr è diventato controverso. Come vediamo sulla piattaforma di investimento , la brusca correzione delle ultime due settimane ha spinto il prezzo a tagliare prima la media mobile a 50 periodi e poi quella a 200 periodi. In questo modo è stato inviato un forte messaggio ribassista al mercato.
L’indicatore RSI si sta avvicinando all’ipervenduto, e questo potrebbe segnalare l’imminente fine della correzione. Se però il prezzo dovesse scendere sotto il supporto statico a quota 19 euro, allora lo scenario diventerebbe molto più cupo.







