La ripresa che era cominciata nel mese di febbraio aveva dato ottimismo agli investitori di LANXESS, che però nelle ultime settimane è di nuovo precipitato arrivando in prossimità dei minimi storici.
Che cosa sta succedendo all’azienda chimica, e cosa dobbiamo aspettarci?
I problemi di sono quelli che affliggono l’intera industria chimica, che si trova a che fare con una domanda che resta debole. I prossimi dati trimestrali saranno pubblicati il 19 marzo, e renderanno più chiara la situazione degli affari.
Negli ultimi giorni si è verificato anche lo shock della guerra in Medio Oriente che ha provocato bruschi cali dell’intero mercato azionario.
Oltre a questo, negli ultimi giorni si è aggiunto anche un altro problema, ossia la mancata vendita delle joint venture Envalior – di cui possiede il 40,9% – all’investitore finanziario Advent per 1,2 miliardi di euro. L’investitore finanziario ha annunciato che l’acquisto potrebbe avvenire nel 2027 o nel 2028.
I proventi della vendita sarebbero stati utilizzati per saldare i debiti di LANXESS (poco meno di 2,1 miliardi), per questo motivo la notizia ha allarmato i mercati. Malgrado il management abbia rimarcato la solidità finanziaria dell’azienda, resta il fatto che gli alti debiti sono un problema, visto che l’andamento debole del settore chimico non garantisce un flusso di cassa adeguato per ripianare le passività. Si teme quindi una ulteriore forte sforbiciata ai costi.

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Sul fronte tecnico, LANXESS non offre grandi margini di ottimismo ai rialzisti. Tuttavia, come vediamo sulla piattaforma di investimento , va sottolineato che l’indicatore RSI in forte ipervenduto può preannunciare un rimbalzo. Chi investe a breve termine potrebbe cogliere l’occasione, anche perché al livello attuale dei prezzi, molta negatività è stata presa in considerazione.
A medio/lungo termine lo scenario resta invece negativo, per questo chi si dedica al trading CFD può ancora andare al ribasso con convinzione, almeno finché il prezzo di LANXESS non riuscirà a risalire oltre la resistenza a 15,5 euro, ma soprattutto non riuscirà a riportarsi oltre la media mobile a 50 giorni, che è ancora lontanissima.







