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K+S, la guerra spinge i prezzi della potassa e fa volare il titolo

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Dal minimo di novembre le azioni del produttore di fertilizzanti sono cresciute del 70%

Gli echi della guerra in Medio Oriente hanno addirittura accelerato la corsa del titolo K+S, che è in forte tendenza al rialzo da metà novembre ed ha fatto un ulteriore scatto dopo i dati sul business, affacciandosi oltre i 18 euro, sui massimi dal 2023.
A questo prezzo vale ancora la pena prendere in considerazione un ingresso sul mercato?


La crisi mediorientale sta dando una spinta a K+S, perché il commercio attraverso lo Stretto di Hormuz è praticamente fermo e questo ha un impatto diretto sul prezzo dei fertilizzanti, della potassa e dello zolfo.
Il gruppo prevede inoltre di poter trasferire i costi di trasporto più elevati ai clienti, inoltre è relativamente tranquillo riguardo all’aumento dei costi energetici, dato che circa il 70% della domanda di gas naturale in Europa e Canada è già coperta a prezzi fissi.


Dal punto di vista operativo il Gruppo continua la forte ripresa operativa. Sebbene le vendite siano rimaste quasi invariate, l’utile operativo (EBITDA) è aumentato di circa il 10% fino a 613 milioni. Se alla fine il bilancio segna una perdita elevata (circa 1,1 miliardi) ciò è dovuto principalmente alle gravi perdite nel settore dei fertilizzanti. Escludendo questi effetti speciali, K+S ha ottenuto un risultato positivo di € 125,5 milioni.


I prezzi più alti della potassa e la forte domanda agricola infondono ottimismo per il 2026. Il management di K+S prevede che l’EBITDA si collocherà tra i 600 e i 700 milioni di euro.
Gli ingenti investimenti nell’impianto canadese Bethune e nel progetto Werra 2060, che mira a prolungare la vita operativa dell’impianto composito in Turingia e Assia, dovrebbero ripagare nel lungo periodo.

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Sul fronte grafico, il titolo K+S è estremamente luminoso. Rispetto ai minimi di novembre ha guadagnato oltre il 70%, ed è andato a pizzicare la resistenza di lungo periodo a quota 18,45, come vediamo sulla piattaforma di investimento .
Tuttavia l’ultimo rally ha spinto il titolo in zona ipercomprato, e la leggera correzione degli ultimi giorni potrebbe non essere ancora completa.


Ad ogni modo, le prospettive a medio termine continuano ad essere positive, e K+S potrebbe anche arrivare a mettere nel mirino i 20 euro. Tuttavia bisogna seguire con attenzione le vicende in Medio Oriente, perché c’è il rischio che i prezzi della potassa calino significativamente dopo l’apertura dello Stretto di Hormuz, il che peserebbe anche sul titolo K+S.

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