Dopo alcune settimane di turbolenza, le azioni Commerzbank stanno di nuovo premendo sull’acceleratore. Dall’inizio di aprile il prezzo è aumentato di circa il +15%, riavvicinandosi al massimo degli ultimi 15 anni che venne toccato ad agosto.
Nonostante gli scenari incerti a causa della guerra nel golfo, il titolo si sta muovendo anche sulle voci secondo cui l’acquisizione completa da parte di UniCredit potrebbe ancora avere successo nelle prossime settimane. Evidentemente il mercato sconta un possibile premio di acquisizione implicito, nel caso in cui UniCredit formalizzi un’offerta.
In un’intervista televisiva, la CEO Bettina Orlopp ha ammesso che si è parlato di fusione con l’istituto italiano, mentre finora la banca tedesca aveva respinto con forza tutte le avances. Evidentemente dietro le quinte se ne parla eccome.
Tuttavia va ricordato che il governo tedesco mantiene ancora una quota significativa in e la sua posizione politica sarà determinante per l’esito dell’operazione.
Nel frattempo UniCredit ha pubblicamente illustrato la propria strategia per , dichiarando che esiste un potenziale di creazione di valore significativo che l’attuale management della banca tedesca non ha ancora saputo cogliere.
Il 4 maggio, UniCredit dovrebbe decidere in assemblea generale di emettere nuove azioni per finanziare l’acquisizione di Commerzbank. La banca italiana propone un cambio di 0,485 azioni proprie per un’azione Commerzbank, ma è incerto se riuscirà a convincere abbastanza azionisti dell’istituto tedesco a vendere le proprie azioni. Se la banca italiana supera la soglia azionaria del 30%, potrebbe acquistare ulteriori azioni fino al 50%.
E’ chiaro che la questione è fondamentale per il futuro di . Se l’offerta di Unicredit si materializzerà, il titolo potrebbe apprezzarsi ulteriormente. Tuttavia, se l’operazione dovesse fallire, Commerzbank resta comunque solida, con un profilo di rischio contenuto.

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Intanto lo scenario tecnico di Commerzbank è molto incoraggiante. Come vediamo sulla piattaforma di investimento , la ripresa cominciata a fine marzo ha spinto il prezzo a superare prima la media mobile a 200 periodi e poi quella a 50 periodi, inviando così un messaggio fortemente rialzista al mercato.
L’indicatore RSI non è ancora in ipercomprato, e questo offre ai rialzisti ancora un po’ di margine prima di considerare seriamente l’ipotesi di una correzione. Tuttavia, all’orizzonte c’è ormai la resistenza a quota 38 euro, dove lo slancio potrebbe incontrare una forte tensione tecnica.







