Il timido rimbalzo avvenuto a metà aprile, che aveva ridato speranza agli investitori del gruppo turistico TUI, è stato spazzato via da nuove notizie negative che hanno nuovamente alimentato il trend ribassista.
Quanto sono cattive le notizie e come dovrebbero reagire gli investitori?
A causa della guerra in Medio Oriente, il management di ha dovuto sospendere le sue previsioni sui ricavi per l’anno finanziario in corso (che si conclude alla fine di settembre) ed ha anche drasticamente rivisto al ribasso la previsione di profitto. Se prima il colosso del settore dei viaggi aveva previsto un incremento del 7% dell’EBIT rettificato rispetto all’anno precedente, adesso l’obiettivo diventa eguagliare quel risultato. Ma nel peggiore dei casi TUI prevede un calo degli utili di circa il 22%.
Il problema della guerra in Iran è duplice. Da un lato il conflitto ha causato elaborate operazioni di rimpatrio (circa 10.000 ospiti e 1.500 membri dell’equipaggio) che sono costate tanto. Dall’altro ha provocato interruzioni operative sui viaggi. Siccome nessuno può sapere come evolverà la situazione, il management di ha sospeso le previsioni sui ricavi.

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Sotto l’aspetto tecnico, questo scenario ha provocato una nuova forte discesa delle azioni TUI. Come vediamo sulla piattaforma di investimento , l’ultimo impulso ribassista è avvenuto dopo un rimbalzo sulla media mobile a 50 periodi, e ha spinto il prezzo verso il supporto statico a quota 6,20 €.
Va detto che ormai sembra che tutti i possibili fattori negativi siano già stati applicati al prezzo dell’azione . Inoltre il rapporto P/E di 5,6 è davvero molto basso, e potrebbe ingolosire i trader a caccia di occasioni. Del resto la banca d’investimento statunitense JPMorgan ha fissato l’obiettivo di prezzo a 12,50 euro, il doppio di quello attuale.
Gli investitori più prudenti potrebbero invece aspettare almeno il ritorno oltre la media mobile a 50 periodi.







