E’ da oltre un mese che il titolo BASF viaggia su un binario rialzista, e dal minimo di gennaio ha guadagnato oltre il 25%. E’ evidente che i tori stanno ancora affilando le corna.
Il mese di maggio potrebbe confermare questa tendenza?
, come l’intero settore chimico, da tempo sta affrontando una domanda debole e prezzi più bassi. Oltre alla congiuntura economica sfavorevole, anche le politiche tariffarie statunitensi rappresentano un onere.
Per questo motivo oltre alle misure di riduzione dei costi, BASF sta da tempo riorganizzando il proprio portafoglio prodotti, strutturandosi con un core business composto da quattro divisioni e diverse unità operative indipendenti.
Ma nonostante il difficile contesto per il settore chimico, i risultati del primo trimestre di sono stati migliori delle aspettative.
Anche se il fatturato è diminuito del 3% rispetto all’anno precedente (a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio) le vendite sono comunque risultate superiori alle aspettative del mercato. Anche l’EBITDA al lordo delle voci straordinarie è risultato superiore alle previsioni degli analisti, così come l’utile netto che è aumentato del 14,8%.
Il management di ha deciso di confermare le previsioni per l’intero 2026, con un EBITDA ante oneri straordinari compreso tra 6,2 e 7 miliardi e un flusso di cassa libero tra 1,5 e 2,3 miliardi. Tuttavia data soprattutto l’incertezza guidata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della volatilità dei prezzi dell’energia e delle materie prime, le cose potrebbero cambiare strada facendo. L’attenzione di BASF rimane focalizzata sulla disciplina dei costi e sul rafforzamento del bilancio.

_
Lo scenario tecnico di BASF resta molto interessante. Il prezzo viaggia ormai da tempo ben oltre le due medie mobili principali e, come vediamo sulla piattaforma di investimento , sta nuovamente testando la resistenza a quota 55 euro, dove è avvenuto un rimbalzo a metà aprile.
Se dovesse cadere questa resistenza, la strada sarebbe spianata verso il livello intermedio a 57,5 e poi la soglia dei 60 euro.
Attenzione all’indicatore RSI, che resta vicino alla zona di ipercomprato. Per questo motivo potrebbe esserci un consolidamento all’attuale zona di prezzo prima di un nuovo, eventuale, impulso rialzista.







