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RENK, l’ipervenduto preannuncia un nuovo rimbalzo verso l’alto?

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Nelle ultime settimane il titolo è tornato sotto pressione, eppure il business continua a funzionare

Dopo lo scatto avvenuto nella prima parte dell’estate, le azioni RENK sono di nuovo finite sotto pressione ed hanno fatto marcia indietro, bruciando tutti i guadagni (circa il 20%).
Sorge la domanda se ci siano segnali di stabilizzazione al livello attuale o continueranno le vendite sul titolo del fornitore del settore della difesa?

La situazione operativa di RENK

La debolezza del prezzo in Borsa di contrasta con la brillante performance operativa dell’azienda, che ha visto un ampliamento della capacità produttiva di trasmissioni per serbatoi e un afflusso record di ordini durante la prima metà dell’anno, soprattutto per via della forte domanda che giunge dal settore della difesa.


L’utile rettificato prima degli interessi e delle imposte (EBIT) è aumentato di circa il 10%, il margine corrispondente è migliorato dal 14,4% al 15,4%. Inoltre il management di Renk ha confermato la previsione di fatturato per l’esercizio finanziario 2026.

I driver della brusca correzione di RENK

E allora perché le azioni sono andate in calo? Anzitutto per le fisiologiche prese di profitto, che sono scattate dopo un guadagno del 20% in poche settimane.
In secondo luogo, quello che ha messo in allerta il mercato è il calo degli utili per azione nel secondo trimestre, perché potrebbe indicare che Renk sta lottando con l’aumento dei costi, nonostante la crescita dei ricavi.
Altre perplessità hanno invece natura politica. Infatti di recente c’è stato qualche segnale di distensione tra Russia e Stati Uniti che ha indebolito la tesi di investimento del “riarmo europeo”, su cui si basava gran parte della corsa di Renk nei mesi scorsi.

Analisi tecnica delle azioni RENK

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Il sentiment sul mercato è recentemente peggiorato e lo scenario grafico è più opaco. Come si vene nell’immagine sulla piattaforma di investimento , il titolo RENK è rimbalzato con forza sulla media mobile a 200 giorni, che ha agito da resistenza (sui 52 euro circa).
La correzione ha tagliato anche la media mobile a 50 periodi, spingendo il prezzo sotto la soglia di 45 euro, praticamente la metà rispetto al massimo storico raggiunto a ottobre 2025.
Non c’è dubbio che nel breve termine il mercato sia passato nelle mani dei venditori, con il prossimo livello di supporto sulla quota psicologica di 40 euro. Tuttavia l’indice di forza relativa (RSI) evidenzia una situazione di ipervenduto, il che potrebbe anticipare un contro-rimbalzo verso l’alto. Una rottura al di sopra della resistenza a 49 euro migliorerebbe chiaramente il quadro tecnico.
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