Il 2025 è stato un anno negativo per le azioni di EVOTEC, che sono arrivate a perdere un terzo del loro valore rispetto a quello che avevano 12 mesi fa.
Tuttavia, dal minimo annuale a quota 5,10 euro (toccato a metà novembre) il prezzo dell’azienda biotech si è risollevato un pochino, e gli investitori si chiedono se il 2026 sarà all’insegna di un recupero.
La performance negativa del 2025 è stata provocata da previsioni significativamente ridotte dopo il rapporto semestrale. Si sperava in una ripresa della domanda che invece ha continuato ad andare piano, innescando così il profit warning di .
Non hanno aiutato neppure i movimenti azionari interni. Il responsabile dello sviluppo, Cord Dohrmann, a metà novembre ha venduto circa 50.000 azioni (l’ultimo blocco a €5,16). Queste vendite da parte dei dirigenti di primo piano non sono ben accolte dagli investitori, soprattutto perché il titolo era in una fase molto debole in quel periodo.
Dall’arrivo del nuovo CEO, Christian Wojczewski, il gruppo ha adottato una nuova strategia, che mira a concentrarsi sulle competenze fondamentali, riducendo il portafoglio prodotti di circa il 30%. Ciò dovrebbe consentire un business più snello e redditizio, con risparmi sui costi superiori a 60 milioni di euro l’anno. Gran parte di questo riallineamento strategico è già stata implementata, il resto dovrebbe avvenire nella prima metà del nuovo anno. Resta da vedere come queste misure influenzeranno l’EBITDA operativo.

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Intanto lo scenario tecnico di EVOTEC sembra inviare qualche timido segnale di ripresa. Verso la fine dell’anno il prezzo ha trovato supporto nella soglia psicologica di 5 euro, come vediamo sulla piattaforma di investimento . La risalita sta però trovando un primo ostacolo nella media mobile a 50 periodi. Se riuscisse a superare questo scoglio, il target successivo è sui massimi trimestrali oltre quota 6 euro.
Diversi analisti di recente si sono espressi, considerando il titolo sottovalutato. Deutsche Bank fissa un prezzo obiettivo di 6 euro. RBC valuta il fair value a 10 euro, mentre Warburg Research a 9,70 euro.
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