Finalmente sta arrivando qualche timido segnale di ripresa da parte di Teamviewer, che da maggio a novembre scorso ha vissuto un semestre terribile, arrivando a perdere oltre il 60% del suo valore e segnando un minimo record a 5,38 euro.
Nel mese di dicembre la deriva ribassista ha toccato il fondo, e in questo 2026 cominciano a vedersi dei tentativi di risalire la corrente.
Ma basta questo per nutrire nuovamente fiducia in questo titolo?
Il fornitore di software di Goppingen ha raggiunto il suo obiettivo di fatturato per il 2025, che è stato abbassato in autunno, e nel complesso ha raggiunto li obiettivi previsti per l’ultimo anno finanziario.
Le vendite di dovrebbero essere comprese tra 766 e 785 milioni (+5% rispetto all’anno precedente), il margine EBITDA operativo è previsto intorno al 44%. Sono valori complessivamente solidi.
La notizia positiva è il forte andamento del business della divisione enterprise. Anche l’acquisizione statunitense 1E, completata nel gennaio 2025, per la prima volta ha fornito un contributo positivo. Con 1E, la leadership di ha voluto completare la propria gamma di dispositivi di manutenzione remota e in rete, poiché 1E offre software per il rilevamento automatico e la risoluzione dei problemi IT degli utenti.

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Lo scenario tecnico di Teamviewer ha finalmente mostrato un segnale incoraggiante: come vediamo sulla piattaforma di investimento , per la prima volta in quasi 5 mesi il prezzo sta testando la media mobile a 50 periodi, che è il primo passo per una risalita più convincente.
Vogliamo sottolineare che esiste un’ampia area di “gap down” (tra 7 e 8 euro) che si è aperta a metà ottobre e ancora deve essere richiusa. Potrebbe essere un target interessante per chi nutre fiducia in .
La pensano così, ad esempio, gli esperti della banca d’investimento britannica Barclays, che ha mantenuto il rating “overweight” e fissa un obiettivo per il titolo a 8,50 euro.
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