Negli ultimi mesi le voci di un’acquisizione hanno guidato il prezzo delle azioni Commerzbank, generando un entusiasmo tale da spingere il titolo oltre la soglia dei 30 euro. Tuttavia questo scenario si sta trascinando da più di un anno e non si vede ancora una fine: Unicredit comprerà o meno Commerzbank?
La sensazione è che il 2026 sarà l’anno cruciale per la grande banca di Francoforte.
Nel grande panorama bancario Europeo il ruolo di è marginale, perché è un partner commerciale soprattutto per le aziende tedesche, dove peraltro compete con banche statali, casse di risparmio e banche cooperative. Senza grandi scossoni in grado di alimentare forti ambizioni proprie, il potenziale di Commerzbank rimarrà limitato. Proprio per questo le voci di acquisizione sono così influenti.
UniCredit non ha ancora abbandonando l’idea, e attualmente detiene una quota del 29,99% (partecipazione diretta più derivati finanziari) che lo rende il maggiore azionista in . Se supererà il limite del 30% allora dovrà obbligatoriamente formulare un’offerta di acquisizione.
Finora la principale banca italiana si è assicurata che questo limite non venga superato, anzitutto perché nel frattempo il prezzo è diventato più caro, e poi perché lo stato tedesco, secondo azionista con circa il 12%, è contrario alla presa di controllo da parte di Unicredit. Ma anche la stessa Commerzbank e i sindacati rifiutano con forza una presa di controllo.
Dal punto di vista operativo, il management sta provando ad aumentare la redditività tramite forti tagli dei costi e una significativa riduzione del personale. Così facendo, vuole convincere gli azionisti che un investimento in una banca indipendente è più vantaggioso che offrire le proprie azioni a UniCredit. Finanche il sindacato ha accettato i tagli, perché teme che il passaggio sotto Unicredit possa portare tagli anche maggiori.

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Sul fronte grafico, le azioni Commerzbank sono tornate a mostrare un quadro interessante, dopo la brusca correzione che ha fatto seguito al massimo annuale di 38,25 euro raggiunto ad agosto.
Come vediamo sulla piattaforma di investimento , l’interesse all’acquisto è aumentato di nuovo verso la fine di novembre, consentendo al prezzo di risalire sopra la soglia dei 35 euro. Siamo comunque in una fase tecnica cruciale, perché il prezzo si muove oltre la media mobile a 50 giorni e questo rappresenta un messaggio rialzista. Il successivo target è proprio il massimo di agosto oltre quota 38 euro.
Se però vi fosse una rottura prolungata al di sotto della EMA50, ci sarebbe il rischio di un’ulteriore correzione.
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