Se la fine del 2025 era stata all’insegna del grande rialzo, per gli investitori di TUI questa prima parte di 2026 porta un grosso interrogativo: il titolo ha la forza per poter salire oltre i 10 euro, oppure deve pensare soprattutto a consolidarsi oltre 8 euro?
Quando un titolo corre è chiaro che le aspettative si alzano, e mantenere lo slancio è sempre più difficile. , uno dei più grandi gruppi turistici al mondo, non è riuscito a impressionare il mercato con i dati del primo trimestre 2026, e questo ha innescato una forte al ribasso dopo che aveva raggiunto i massimi di due anni.
Nonostante un numero di visitatori leggermente superiore, i ricavi sono rimasti al livello dell’anno precedente (gli analisti invece stimavano una leggera crescita). L’utile operativo rettificato di è migliorato significativamente, ma non quanto si aspettava il mercato. La perdita netta di 44 milioni di euro invece non spaventa, perché è normale per il trimestre autunnale a basso ricambio (l’anno scorso fu addirittura il doppio).
Per l’intero anno finanziario 2026, la direzione di continua ad aspettarsi una crescita dei ricavi compresa tra il 2 e il 4% (secondo alcuni analisti è una stima molto prudente). Soprattutto, è molto positivo che si prevede che gli utili crescano significativamente più rapidamente delle vendite. Il Gruppo punta a un aumento dell’EBIT rettificato dal 7 al 10%.

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Lo scenario grafico di TUI di recente si è un po’ oscurato. La tendenza rialzista iniziata a novembre è giunta al termine, dopo diversi tentativi falliti di superare quota 9,5 euro. Come vediamo nell’immagine sulla piattaforma di investimento , nelle ultime settimane TUI si era mosso in modo laterale (range 8,7-9,5), ma quest’ultimo calo di prezzo ha fatto breakout dal lato inferiore ed ha tagliato anche la media mobile a 50 periodi, facendo temere un ulteriore indebolimento.
Sembra però che TUI abbia trovato un solido supporto in area 8,3 euro, reso ancora più robusto dal passaggio (poco sotto) della media mobile a 200 periodi.
C’è una notizia interessante alla quale gli investitori dovrebbero fare attenzione: il CEO di , Sebastian Ebel, e altri insider hanno di recente acquistato azioni del loro stesso gruppo. Questo genere di operazioni fanno pensare che il management sia molto fiducioso sul percorso futuro dell’azienda e del titolo in Borsa.
In questo filone di ottimismo si inserisce anche l’agenzia di rating Moody’s, che ha alzato le prospettive da “stabile” a “positiva” grazie alle aspettative di ulteriore crescita dei profitti.







