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HENKEL spinto giù dalla crisi in Medio Oriente, ma occhio al possibile rimbalzo

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Il titolo ha bruciato in pochi giorni metà dei guadagni (+20%) che aveva accumulato da inizio anno

Dopo il fortissimo slancio di inizio anno, il titolo HENKEL ha imboccato la via della discesa a causa dello scoppio della guerra in Medio Oriente che ha riportato le nubi sul futuro dell’economia globale, sull’inflazione e sui consumi.
Se nei primi due mesi dell’anno HENEKEL aveva guadagnato circa il 20%, sono bastati pochi giorni di tensione sui mercati per bruciarne la metà.
Cosa dobbiamo aspettarci adesso?


Il driver più importante di in questo periodo è l’escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e il conseguente timore di un prolungato blocco dello Stretto di Hormuz, che rischia di spingere nuovamente in alto l’inflazione e penalizzare i consumi.
Anche se ci sono speranze per l’apertura di un canale diplomatico tra Usa e Iran, gli investitori sono spaventati dallo scenario peggiore e hanno preso profitto su HENKEL dopo i forti guadagni di inizio anno.


Gli operatori di mercato concentrano ora la loro attenzione sull’11 marzo, quando presenterà i risultati annuali dettagliati dell’ultimo esercizio. Gli investitori sperano in particolare di ottenere informazioni sulla redditività della divisione Consumer Brands, recentemente ristrutturata, e sull’andamento del business degli adesivi.


Nel frattempo si sta avvicinando alla conclusione del suo programma di riacquisto di azioni proprie da diversi miliardi di euro. Dall’avvio del programma, la società ha ritirato dal mercato oltre 10,7 milioni di azioni privilegiate e circa 2,8 milioni di azioni ordinarie.

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La situazione tecnica di HENKEL è cambiata rispetto a qualche giorno fa. Come vediamo sulla piattaforma di investimento , lo scivolone innescato dalla crisi in Medio Oriente ha spinto il prezzo sulla media mobile a 50 periodi, che agisce da supporto. A quota 75 euro c’è anche un livello statico, in corrispondenza del massimo di settembre scorso.


Se la discesa dovesse proseguire, a quota 73 euro c’è la media mobile a 200 periodi che funge da supporto. Bisogna però prestare attenzione all’indicatore di forza relativa (RSI) che è ormai prossimo alla zona di ipervenduto. Questo potrebbe propiziare una stabilizzazione del prezzo tra i 73 e i 76 euro.
Attenzione però, perché se è vero che la guerra in Medio Oriente ha provocato una brusca marcia indietro di , se il conflitto dovesse durare poco potrebbe esserci un forte rimbalzo. A quel punto il primo target resta la riconquista della soglia di 80 euro.

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