La guerra in Medio Oriente ha alimentato le prese di profitto sul titolo DHL, dopo il lungo trend rialzista che era cominciato a novembre scorso. Il prezzo è scivolato di nuovo sotto la soglia dei 50 euro.
C’è ancora potenziale rialzista nella società di logistica tedesca?
La situazione geopolitica tesa ha fatto passare in secondo piano i numeri trimestrali di , che hanno superato le aspettative del mercato. Nonostante le vendite leggermente più basse (a causa dei problemi sul mercato statunitense) l’EBIT operativo è migliorato del 3,7% e il margine EBIT è salito al 7,4%. L’utile netto di DHL è aumentato del 5% fino a 3,5 miliardi di euro. Anche il flusso di cassa (3,2 miliardi di euro) è stato migliore del previsto.
Grazie a una gestione attiva delle capacità e a miglioramenti strutturali dei costi, il gruppo ha superato i suoi obiettivi finanziari e continua a effettuare investimenti mirati nei mercati e nei settori globali della crescita.
Tuttavia, l’anno fiscale presenta molte variabili e tanta incertezza, per cui il management preferisce rimanere prudente. Per l’anno in corso prevede un utile operativo leggermente più alto (0,1 miliardi in più del 2025) e un flusso di cassa solo leggermente inferiore a quello del 2025.

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Lo scenario tecnico di DHL resta ancora rialzista, ma si è sporcato con gli ultimi avvenimenti. Come possiamo vedere sulla piattaforma di investimento , la brusca correzione cominciata qualche settimana fa ha portato al taglio della media mobile a 50 periodi, inviando così un messaggio ribassista a breve/medio termine.
Tuttavia il prezzo è ancora oltre la media di lungo periodo (Ema200) per cui lo scenario rialzista è intatto. Bisognerà prò fare attenzione alla tenuta del supporto a quota 45 euro, attualmente in fase di test. In caso di breakout allora i rischi di ulteriori ribassi aumenterebbero notevolmente.







