Non si vedono ancora all’orizzonte dei segnali di stabilizzazione per il Gruppo fornitore di carrelli elevatori Kion, che in questo avvio di 2026 ha perso circa un terzo del suo valore, dopo il lungo trend rialzista del 2025.
Questa significativa correzione ha spaventato molti investitori, ma gli analisti segnalano che la pressione al ribasso potrebbe finire a breve termine. La combinazione di una nuova strategia di crescita in Asia e rigorose misure di riduzione dei costi possono innescare la svolta?
Quando ha annunciato i dati del business, lo scorso 26 febbraio, ha raggiunto i risultati previsti nonostante la situazione economica tesa. Quello che ha deluso è il forte calo degli utili rispetto all’anno precedente (35%), a causa delle spese eccezionali elevate derivanti dal programma di miglioramento dell’efficienza. L’EBIT operativo è sceso di circa il 15%, mentre il margine EBIT è al 7%. Tuttavia il flusso di cassa è rimasto forte.
Va detto però che la frenata di vendite e utili era stata prevista da tempo e non sono stati una sorpresa. Inoltre il forte calo degli guadagni deve essere messo in prospettiva riguardo ai pagamenti puntuali elevati.
Ci sono comunque altre notizie positive. Nonostante il contesto difficile, ha registrato ordini in aumento in entrambi i segmenti di business, superando lo sviluppo dei mercati più importanti.
Inoltre l’azienda prosegue la sua espansione internazionale, grazie all’apertura di una nuova filiale a Giacarta, in Indonesia. Qui il mercato della movimentazione dei materiali e dell’automazione dei magazzini è stato uno dei più dinamici negli ultimi anni.
Come tutto il mercato azionario, ha risentito del nervosismo innescato dalla guerra in Medio Oriente, che sta offuscando le prospettive economiche globali e quindi la produzione industriale.
Tuttavia, secondo gli analisti il calo dei prezzi è stato esageratamente alto. Bernstein Research considera che il titolo valga circa 66 euro, JP Morgan e Warburg Research addirittura 73 euro.

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Il quadro tecnico di KION è drasticamente cambiato nelle ultime settimane. Nonostante una correzione cominciata già da tempo, fino allo scoppio della guerra in Medio Oriente il prezzo era ancora oltre la media mobile di lungo periodo, quindi il trend rialzista era intatto. Ma come si vede sulla piattaforma di investimento , negli ultimi giorni c’è stato il taglio della Ema200 e anche del livello di supporto statico a 53,7 euro.
Il mercato ha ricevuto così un messaggio fortemente ribassista, anche se l’indicatore RSI in ipervenduto potrebbe creare la base per un rimbalzo. Inoltre tutto potrebbe cambiare in breve tempo qualora giungessero buone notizie dal Medio Oriente.







