Le ultime settimane sono state particolarmente emozionanti per gli investitori di Wacker Chemie, che prima hanno visto le azioni raggiungere i massimi di circa un anno e poi scivolare sui minimi di quasi 6 mesi.
Questo saliscendi si è ripetuto un’altra volta ancora in tempi molto recenti, a evidenziare ulteriormente un cammino un po’ isterico.
Che cosa sta succedendo e cosa aspettarsi da ?
Il recente andamento a singhiozzo è lo specchio dei problemi che il gruppo di prodotti chimici speciali si trova ad affrontare.
Da una parte sta facendo enormi progressi nella riduzione dei costi, soprattutto quelli energetici e del lavoro. Ma al tempo stesso l’azienda deve muoversi in un contesto che è ancora caratterizzato da una domanda debole (che pesa sugli utili).
I dati dell’ultimo anno fiscale riflettono questo scenario: l’EBITDA operativo è diminuito del 43%, il margine EBITDA è diminuito al 7,8% mentre l’utile dell’anno precedente (261 milioni) si è trasformato in una perdita (805 milioni).
Attenzione però alle prospettive, che potrebbero farsi molto interessanti. Un fattore chiave per l’andamento di Wacker Chemie è la decisione imminente delle autorità statunitensi sulle importazioni di polisilicio, un segmento in cui l’azienda tedesca è molto ben posizionata.
Per questo motivo, nonostante le fluttuazioni cicliche, diversi analisti osservano uno sviluppo positivo nel lungo periodo (Berenberg Bank è favorevole all’acquisto con prezzo obiettivo di 96 euro, mentre Warburg Research addirittura raccomanda il titolo con obiettivo di prezzo a 175 euro).

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Lo scenario grafico di Wacker Chemie dà l’impressione di essere a un importante punto di svolta. Se osserviamo l’immagine sulla piattaforma di investimento possiamo notare come il prezzo, dopo aver fallito l’assalto alla soglia di 85 euro, è tornato ad oscillare attorno alle medie mobili a 50 e 200 periodi, tagliandole una volta al ribasso e una volta al rialzo.
La sensazione è che questa fase nervosa potrebbe finire nel caso in cui ci fosse una notizia in grado di spingere il prezzo oltre la soglia di 85 euro, che rappresenta la zona di resistenza più robusta all’orizzonte.







