E’ dal giugno dello scorso anno che il titolo SAP sta vivendo una tendenza ribassista a lungo termine. Il massimo all’epoca era di circa 270 euro, mentre adesso il prezzo si è quasi dimezzato.
Cosa ci si può aspettare? Il titolo ha chiuso la fase negativa e si può sperare in una inversione di tendenza?
Di recente la discesa di SPA risente molto del conflitto nel Golfo, che ha minato l’appetito al rischio degli investitori penalizzando l’intero mercato azionario. Ma c’è anche dell’altro, perché anche prima del conflitto le cose non andavano bene e le azioni sono scese di quasi il 30% in questa prima parte del 2026.
Le azioni del gruppo software risentono di un calo dei ricavi cloud (CCB) garantiti contrattualmente, e c’è anche il rischio che la ristrutturazione del modello di business possa portare a fluttuazioni maggiori degli utili e una concorrenza più dura.
Inoltre l’intelligenza artificiale (IA) sta diventando una minaccia per i fornitori di software tradizionali, perché non ha una propria base di IA e rimane dipendente da modelli esterni.
È interessante sottolineare che l’andamento negativo del prezzo delle azioni riflette solo parzialmente la realtà operativa. Nell’ultimo esercizio fiscale 2025, i ricavi del cloud sono aumentati del 23% raggiungendo i 21 miliardi di euro, mentre il flusso di cassa libero è quasi raddoppiato arrivando a 8,24 miliardi di euro.
Nel complesso, i dati sul business sono molto solidi.
Tuttavia, diverse società di analisi hanno reagito al mancato raggiungimento dell’obiettivo per il portafoglio ordini cloud nel quarto trimestre (crescita del 25% anziché del 26%) abbassando i loro target di prezzo per le azioni.
Per proteggersi dalle fluttuazioni del prezzo delle proprie azioni durante questo periodo di volatilità, SAP ha avviato un programma di riacquisto di azioni proprie da dieci miliardi di euro. Solo nella prima settimana di marzo, il gruppo ha riacquistato 50.000 azioni proprie tramite Xetra.

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Sotto il profilo tecnico, SAP ha ripreso la marcia al ribasso dopo un periodo in cui si era mossa laterlamente, scivolando così sotto la soglia dei 160 euro che sembrava essere un solido supporto.
Come vediamo sulla piattaforma di investimento , c’è però una possibile correzione all’orizzonte, dal momento che l’indicatore RSI è scivolato in ipervenduto e – aggiungiamo noi – il prezzo attuale di sembra davvero troppo basso.
Tuttavia tra una temporanea correzione e una possibile inversione di trend il passo è ancora lungo. Potrebbe esserci una spruzzata di ottimismo solo se il prezzo dovesse superare la media mobile a 50 periodi (attualmente a 174 euro). Per i rialzisti, sottolineiamo che esiste ancora un GAP aperto tra 180 e 188 euro.







