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BEIERSDORF, la ripresa dai minimi decennali è già cominciata?

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Dopo aver perso un terzo del valore nel mese di marzo, molti analisti ritengono che il titolo sia molto sottovalutato

Il mese di marzo è stato una catastrofe per le azioni Beiersdorf, che hanno bruciato oltre il 30%. Dopo aver toccato il fondo su quota 70 euro circa, la azioni si sono stabilizzate e stanno provando una timida ripresa.
Si sono create le condizioni giuste per un’occasione a buon prezzo?


Il rapporto trimestrale pubblicato il 21 aprile ha evidenziato una domanda più debole, con le vendite in calo del 7,7% su base annua. Per è andato malissimo soprattutto il segmento di lusso LaPrairie (-14%), e sono scesi anche ilmarchio principale Nivea (-7%) e la divisione adesivi (-4,3%). A brillare invece è il segmento derma grazie alla spinta dei marchi Eucerin e Aquaphor.
Va detto che si tratta di una debolezza ampiamente prevista. Peraltro nonostante il calo delle vendite, il fatturato del gruppo (2,48 miliardi) è sceso meno di quanto stimato dagli analisti.


Il management di non ha fornito dati sulla situazione degli utili, che vengono riportati solo semestralmente. Tuttavia non è difficile immaginare che ci sia stato un calo.
Malgrado lo sviluppo debole nei primi tre mesi dell’anno, il Gruppo ha confermato la previsione per l’intero anno, con vendite leggermente superiori a quella dell’anno precedente e un margine EBIT che diminuirà leggermente.


Dobbiamo precisare una cosa importante: una discreta fetta del crollo che ha avuto a marzo non dipende da fattori operativi bensì dalla guerra nel Golfo. Se le famiglie spendono di più per l’energia e il cibo, risparmieranno su altri beni di consumo. Se la situazione geopolitica dovesse migliorare, è probabile che il rimbalzo diventerà più forte.

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Sul fronte grafico, Beiersdorf mostra chiaramente uno scenario fortemente ribassista. Eppure, come vediamo nell’immagine sulla piattaforma di investimento , in questo mese di aprile il prezzo ha trovato un supporto solido sui 70 euro, dove è partita la ripresa.
Il fatto che il titolo sia ancora scambiato poco sopra i minimi degli ultimi 10 anni lascia ampissimo spazio per una crescita, e i timidi segnali di rialzo potrebbero diventare più solidi se ci sarà il superamento della soglia a quota 80 euro e della media mobile a 50 periodi, che rappresentano i primi due livelli di resistenza.


Sono molti gli analisti che ritengono sottovalutato il titolo . Anche se è ancora presto per pensarci, sottolineiamo comunque che è ancora aperto un grosso GAP di prezzo che si è formato a inizio marzo tra 95 e 103 euro. Questo intervallo di prezzo potrebbe essere il target a medio termine.

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