Sembra passato un secolo dal picco raggiunto dal titolo FRESENIUS a circa 52 euro, eppure è accaduto soltanto poche settimane fa. Da allora le azioni del gruppo sanitario internazionale hanno subito pesanti perdite, scivolando sui minimi di un anno.
Tuttavia gli esperti di mercato non sembrano preoccupati dall’attuale debolezza del prezzo, perché la maggioranza raccomanda ancora l’acquisto. In media, gli esperti ritengono che il titolo sia pronto a risalire sopra la soglia dei 50 euro.
La ragione del recente crollo è il conflitto iraniano che ha creato un contesto di mercato difficile, ma soprattutto le previsioni prudenti del management di Fresenius.
Quando le prospettive di utili si indeboliscono e le previsioni sono più caute, gli investitori tendono a realizzare profitti più rapidamente. Questo vale soprattutto per quei titoli difensivi come , che piace per la sua stabilità e affidabilità.
Tuttavia a livello operativo l’azienda continua ad essere molto solida. La trimestrale presentata a maggio evidenzia un migliroamento del fatturato, dell’EBIT e dell’utile per azione. Contemporaneamente, il rapporto debito/EBITDA è sceso a 2,6. Ciò dimostra che il management di sta procedendo bene, anche se il Gruppo ha confermato le sue prospettive per l’anno.
La terza fase della strategia “Rejuvenate” mira a rendere il gruppo più resiliente, orientato alla crescita e tecnologicamente avanzato nel lungo termine. Molti analisti vedono attualmente un enorme potenziale per le azioni Fresenius, perché potrebbero produrre ulteriori effetti e portare a una crescita degli utili superiore alle aspettative attuali.

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Sotto l’aspetto tecnico, FRESENIUS vive una situazione opposta a quella che raccontano i suoi risultati. Dall’inizio dell’anno il titolo ha perso quasi il 20%, precipitando sotto la soglia di 40 euro.ù
Come vediamo sulla piattaforma di investimento , la prossima zona di supporto si trova sui 36 euro, ma tuttavia se guardiamo ai risultati economici, questo calo così forte dei prezzi è ingiustificato e dà ragione a quegli analisti che vedono un grande potenziale di ripresa (Barclays fissa un target a 56,60 euro). Chi vuole mantenere un profilo più prudente potrebbe aspettare il ritorno di oltre i 40 euro.







