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COVESTRO visto con scetticismo da Jefferies (che lo declassa) e UBS

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In un ampio studio sul settore chimico, la banca d’affari ha deciso di declassare il titolo da ‘Buy’ a ‘Hold’

La banca d’affari Jefferies ha confzionato un ampio studio di settore sul settore chimico europeo, al termine del quale hanno deciso di declassare Covestro da ‘Buy’ a ‘Hold’, abbassando anche il suo target price da 75 a 65 euro (attualmente il prezzo è 58,7 euro).

L’analista Chris Counihan ha evidenziato i problemi chiave per l’industria chimica nel 2022, che riguardano principalmente i costi elevati per materie prime, energia e logistica. Dal momento che sembra improbabile che l’attuale forte ciclo economico si indebolisca in modo significativo, questi rischi saranno contingenti anche il prossimo anno.
Nel settore chimico ci saranno così vincitori e vinti, secondo il punto di vista di Jefferies.

Le aziende chimiche di base come BASF e Covestro potrebbero trasferire rapidamente costi più elevati, e potrebbero trarre vantaggio dalla tendenza alla riduzione di CO2 a lungo termine.
Ma se per BASF questo scenario si accompagna a una valutazione attuale bassa, giustificando l’aumentato del fair value da 83 a 89 euro (37% al di sopra dell’attuale livello dei prezzi), per Covestro la situazione è differente.

Nella giornata di mercoledì, anche la banca svizzera UBS aveva esaminato la situazione di Covestro, lasciando il rating ‘neutral” con un target di prezzo di 61 euro. Leggermente al di sotto di quello dei colleghi di Jefferies.
Secondo l’analista Andrew Stott, l’ultimo trimestre sarà un duro test per le aziende chimiche, e in vista dell’attuale sviluppo dell’industria automobilistica e della Cina, si riducono le aspettative di profitto per il 2021 e il 2022.

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